Salta al contenuto
il Giornale 28 Settembre 2025 Disinformazione

Gli scafisti parlano con le emoticon: così aggirano i controlli e organizzano la tratta dei migranti

Alessandro Sterpa , Michele Empler

Gli scafisti parlano con le emoticon: così aggirano i controlli e organizzano la tratta dei migranti

Una sorprendente ricerca condotta da due studiosi italiani ha rivelato che gli scafisti utilizzano le emoji come linguaggio segreto per organizzare la tratta dei migranti. Questo codice simbolico, apparentemente innocuo, consente di trasmettere istruzioni su rotte, pagamenti e contatti senza essere intercettati dai sistemi di controllo

Sembrava un linguaggio innocuo, quasi infantile. Quelle faccine colorate che usiamo tutti i giorni per comunicare in chat, commentare sui social o mandare messaggi veloci. E invece, proprio le emoji, si stanno rivelando uno degli strumenti più efficaci e insidiosi per i trafficanti di esseri umani. A svelarlo è una sorprendente ricerca condotta da due studiosi italiani, Michele Empler e Livio Calabresi, che stanno portando alla luce un sistema tanto semplice quanto geniale: la tratta dei migranti passa attraverso un codice fatto solo di simboli.

Tutto è iniziato da un’intuizione. I due ricercatori, uno dell’Università della Tuscia e l’altro della Statale di Milano, stavano analizzando i contenuti condivisi su alcune piattaforme di messaggistica e social media. In particolare, osservavano come venissero diffusi video e messaggi indirizzati a potenziali migranti, spesso sotto forma di contenuti apparentemente banali. Ma c’era qualcosa di strano. Quelle sequenze di emoji, inserite in contesti ambigui, sembravano dire più di quanto apparisse a prima vista.

Il “Codice del migrante”: una grammatica fatta di emoji
Da lì è partito uno studio sistematico, presentato lo scorso 27 settembre a Palazzo Salviati durante un convegno del Centro Alti Studi della Difesa. I due ricercatori hanno chiamato la loro scoperta “Il Codice del migrante”: una sorta di linguaggio simbolico, basato esclusivamente su emoji, con il quale i trafficanti riescono a comunicare istruzioni, accordi e promesse ai migranti che vogliono raggiungere l’Europa.

Entra nel Gruppo di Ricerca

Siamo aperti a ricercatori, visiting scholars e practitioner che condividono la nostra missione. Contribuisci all'innovazione responsabile nell'era dell'intelligenza artificiale.