Abstract
La dimensione delle minacce ibride costringe istituzioni e individui a operare in scenari inediti per la sicurezza nazionale. La guerra cognitiva, in particolare, tende a sottoporre gli ordinamenti giuridici delle democrazie liberali ad una minaccia del tutto nuova, impegnando il diritto e le scienze sociali nella identificazione di strumenti di azione e nella costruzione di regole di intervento che siano adeguati alle novità, ma sempre ancorati alla cornice delle previsioni costituzionali. Gli interventi presenti nel volume affrontano il tema da punti di vista diversi e complementari, evidenziando come l'innalzamento della qualità della minaccia induca a misurarsi con una rivisitazione sia del concetto di guerra che di quello di sicurezza nazionale al fine di difendere i valori dei nostri sistemi giuridici costituzionali nel contesto dei nuovi media e delle interdipendenze globali
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